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Nei sistemi energetici europei è necessario integrare sempre più fonti rinnovabili, puntando a una completa decarbonizzazione dell’Europa al minor costo possibile per le imprese ed i consumatori.
 
L’Italia ha una delle reti di trasporto gas fra le più estese del continente. Le infrastrutture esistenti possono essere utilizzate per il trasporto di miscele di gas naturale ed idrogeno a percentuali crescenti (H2NG).
 
L’idrogeno avrà un ruolo cruciale nel garantire il raggiungimento degli obiettivi europei e globali di decarbonizzazione al 2050. La combustione dell’idrogeno, infatti, non genera emissioni di anidride carbonica.
 
In prospettiva, inoltre, l’idrogeno “green” prodotto attraverso l’elettrolisi da fonti rinnovabili come sole e vento permetterà a queste risorse non programmabili di beneficiare della capillare rete di trasporto gas, contribuendo a fronteggiare la sfida dell’intermittenza dell’energia verde.
 
In base alle conclusioni di uno studio Snam-McKinsey la potenzialità dell’idrogeno è tale da poter soddisfare quasi un quarto (23%) della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95% (necessario per rientrare nel target di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°).
 
Snam sta affrontando i nuovi scenari per tempo e con metodo. Il metodo Snam si basa su un consolidato know-how dell’idrogeno che risale agli anni novanta. Dopo avere identificato le potenziali criticità associate all’utilizzo di H2NG nella sua rete, Snam ha progettato una serie di test su infrastrutture in esercizio, da effettuare per confermare la piena compatibilità della rete per il trasporto in sicurezza di miscele di H2NG.
 
Il criterio utilizzato è quello della “sovrapposizione degli effetti”. Tra il 2019 ed il 2020 porzioni di rete elementari, impianti, gasdotti con Clienti Finali non critici (processi produttivi che non richiedono rigoroso controllo di calore e temperatura) sono stati eserciti in sicurezza, trasportando H2NG con idrogeno miscelato con il gas naturale fino ad una percentuale del 10 % in volume.
 
La sovrapposizione dei risultati ottenuti sta dando un primo ritorno nella verifica della piena compatibilità di tutte le infrastrutture gas.
 
L’intervento all’Annual Meeting Baker Hughes 2020 ha fissato lo stato dell’arte, illustrato il metodo e prospettato i prossimi passi della nuova sfida energetica.
 
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