Aumentano i consumi di gas, per gli incidenti lievi variazioni numeriche. Non cambiano le cause degli accadimenti più frequenti.

 
Il 15 giugno, presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo, il seicentesco Palazzo Confalonieri, prende l’avvio il tradizionale Forum UNI-CIG, quest’anno dedicato al “Sistema gas-Europa – Dallo smart metering alle smart cities”.
Nella mattinata del 16 giugno, seconda giornata dei lavori, verrà presentata la statistica nazionale sugli incidenti da gas combustibili per il 2015, elaborata dal CIG e riconosciuta dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI).
 
La statistica incidenti da gas per l’anno 2015, presenta per il gas distribuito a mezzo reti (gas canalizzato), un numero di accadimenti ulteriormente inferiore all’anno precedente (2014).
L’andamento degli incidenti relativi all’utilizzo di GPL distribuito in bombole e piccoli serbatoi ha fatto segnare per l’anno in corso un aumento, a fronte di un modesto incremento dei consumi accompagnato da una stabilità del numero di utenze.
 
E’ necessario, anche per poter contestualizzare i dati esposti, fare il punto sull’andamento dei consumi e del numero di utenze servite.
Sul versante dei consumi va registrata un’inversione di tendenza: nel 2015, dopo anni di flessioni i consumi di gas canalizzato per usi civili sono stati pari a 28,6 miliardi di metri cubi, con un aumento di 2,1 miliardi di metri cubi rispetto all’anno precedente (+ 7,9%), riportandosi sui livelli del 2013.
Nel settore del GPL si rileva una sostanziale stabilità: nel 2015 i consumi di GPL in bombole e serbatoi sono stati pari a 1,6 milioni di tonnellate, con un aumento di 0,1 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente (+6,6%).
 
L’aumento dei consumi è stato accompagnato da lievi variazioni del numero delle utenze servite: 21,55 milioni nel caso dei gas canalizzati, con un aumento di 250mila unità rispetto all’anno precedente (+1%) e 7 milioni nel caso del GPL, stabile rispetto al 2014.
L’andamento dei consumi è un dato significativo per valutare in termini relativi, sia in positivo che in negativo, le variazioni registrate nel numero degli incidenti rispetto l’anno precedente.
 
Relativamente al gas canalizzato, nel 2015, pur in presenza di una ripresa dei consumi, si è verificata una ulteriore riduzione degli accadimenti: si sono registrati 120 incidenti, il valore più basso dal 2007, con una riduzione di 6 incidenti rispetto all’anno precedente.
 
Viceversa, nel settore del GPL, in presenza di un lieve incremento dei consumi, il numero degli incidenti è aumentato, attestandosi a 136 incidenti, 8 in più rispetto all’anno precedente.
 
Nel settore dei gas canalizzati, a fronte del citato aumento di consumi e utenze servite ma di una diminuzione del numero complessivo degli incidenti, quelli mortali sono aumentati di 1 unità (da 14 a 15), rispetto al 2014.
Nel settore del GPL, a fronte di una sostanziale stabilità dei consumi e delle utenze e dell’aumento degli incidenti, sono aumentati, rispetto al 2014, gli incidenti mortali (da 10 a 18), i decessi (da 11 a 22) e gli infortunati (da 138 a 164).
 
L’analisi dell’andamento stagionale degli incidenti consente di individuare un primo fenomeno:
nel caso del gas canalizzato, a fronte di una modesta riduzione complessiva dei sinistri (da 126 a 120) sono aumentati gli incidenti nella stagione invernale (ottobre-marzo) da 90 a 96, mentre sono diminuiti i sinistri estivi da 36 a 24. In questo contesto sono rimasti invariati gli incidenti mortali in periodo invernale (9) e sostanzialmente stabili quelli in periodo estivo (da 5 a 6).
 
Viceversa, nel caso del GPL gli incidenti nel periodo invernale si sono ridotti (da 84 a 81) mentre sono aumentati i sinistri estivi (da 44 a 55). Gli incidenti mortali sono aumentati in entrambi i periodi, anche se in misura più marcata per il periodo estivo (da 3 a 8).
 
Questi andamenti confermano che i trend in miglioramento e in peggioramento si verificano nella stagione di massimo consumo dei due combustibili, ossia in inverno per il gas canalizzato e in estate per il GPL.
 
Nel caso del gas canalizzato si conferma che il combinato disposto di carenza di manutenzione e/o di inidoneità/assenza dell’impianto di evacuazione fumi e/o insufficiente aerazione/ventilazione del locale, rappresentano la causa principale degli incidenti (34% dei casi). Il malfunzionamento dell’apparecchio e/o l’installazione irregolare hanno un ruolo minore nel provocare incidenti (27%), mentre rilevante – e in continuo aumento – appare essere il ruolo dell’errore umano: l’insieme di cause quali l’uso scorretto/errata manovra e/o cause esterne per intervento di terzi e/o disattenzione hanno determinato il 23% dei sinistri e il 42% dei decessi!
 
Risulta essere stabile l’incidenza degli incidenti dovuti a carenza di manutenzione pari al 7% nel 2015, che contribuisce però al 12% dei decessi. Allo stesso tempo si registra un incremento dell’incidenza di incidenti riconducibili all’installazione irregolare (dal 4% al 10%), causando il 19% degli infortunati.
 
E’ necessario mantenere alta l’attenzione e proseguire con impegno crescente sulla strada da tempo intrapresa.
Infatti, se da un lato è vero che i controlli e la manutenzione sugli impianti consentono di ridurre i incidenti, dall’altro lato è anche vero che tende ad ampliarsi il gap qualitativo tra impianti e apparecchi costruiti/installati e/o manutenzionati a regola d’arte e quelli abbandonati a sé stessi. In altri termini, persiste uno zoccolo duro di impianti e apparecchi obsoleti e spesso non più a norma, la cui «qualità» sta progressivamente degradando, creando quindi le condizioni per potenziali peggioramenti delle conseguenze di eventuali incidenti.
 
Fenomeni degni di attenzione si rilevano anche nel settore del GPL ove l’uso scorretto o l’errata manovra sulle bombole si conferma come la causa di gran lunga prevalente sia degli incidenti registrati (31%), sia dei decessi (18%) e degli infortunati (30%).
Presumibilmente è in aumento il numero degli utenti «fai da te», anche nelle more di utilizzi in parallelo di bombole in unità abitative già servite da reti di distribuzione di gas naturale.
 
L’analisi della composizione per età e nazionalità degli infortunati e dei deceduti consente di rilevare che, se da un lato molte delle cause sopra descritte trovano maggiore facilità di accadimento in contesti sociali disagiati, da un altro lato esse hanno a che fare con residenti stranieri in misura molto minore di quanto ci si potrebbe aspettare.
Infatti, nel caso del gas canalizzato il 66% degli infortunati e il 100% dei deceduti nel 2015 sono stati di nazionalità italiana. Un quadro del tutto simile emerge dai dati relativi al GPL con l’80% di infortunati e 95% di deceduti di nazionalità italiana.
 
Nel contesto non è superfluo ricordare che la legge obbliga tutti coloro che sono interessati alle utilizzazioni dei gas combustibili di prevenire il verificarsi di incidenti da gas.
Gli incidenti da gas non sono accadimenti ineluttabili; essi possono essere efficacemente prevenuti con il puntuale rispetto di poche, fondamentali regole:

    • precisa osservanza delle leggi;
    • conformità alla normativa tecnica di specie;
    • rispetto delle scadenze previste per la manutenzione e per l’eventuale sostituzione di componenti (es. tubo di gomma per il collegamento di bombole agli apparecchi);
    • conduzione corretta dell’impianto di adduzione del gas e degli apparecchi di utilizzazione, inclusa la loro manutenzione;
    • attenzione alla conduzione idonea dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, inclusa la loro manutenzione, in modo da garantirne sempre la perfetta efficienza;
    • attenzione all’installazione corretta di componenti d’impianto aggiuntivi (non obbligatori per legge).

Sulla base di queste analisi si confermano le priorità da tempo indicate dal CIG: in primo luogo è necessario creare le condizioni per favorire, ampliando ed estendendo temporalmente gli incentivi per l’adeguamento degli impianti e per la sostituzione degli apparecchi. Dal settembre 2015 i nuovi requisiti di efficienza energetica fissati dai Regolamenti UE di fatto comportano, per le nuove installazioni, il ricorso a caldaie a condensazione, richiedendo anche interventi piuttosto onerosi sui sistemi fumari.
 
Dal punto di vista tecnico-normativo, prosegue l’impegno del CIG: le norme di installazione, messa in servizio e verifica sono continuamente revisionate ed aggiornate.
Gli apparecchi di utilizzazione e la componentistica d’impianto di qualità e conforme alle leggi e alle norme tecniche, da molto tempo non danno adito a problemi di difettosità all’origine, molta cura è stata dedicata all’introduzione di materiali innovativi.
 
L’intervento dell’AEEGSI con la deliberazione 40/2014/R/GAS, in sostituzione della celeberrima delibera 40/04, estende agli impianti trasformati/modificati, nel settore del post contatore, i controlli sulla documentazione dell’impianto, contribuendo a rafforzare ulteriormente gli obiettivi di attenzione alla sicurezza.
 
Si iniziano inoltre a vedere i primi effetti di alcuni importanti documenti pubblicati nel 2014.
 
Marzo 2014 ha visto la pubblicazione della norma UNI 11554 «Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza», completata a ottobre 2014 dalla prassi di riferimento UNI/PdR 11:2014 «Raccomandazioni per la valutazione di conformità di parte terza ai requisiti definiti dalla UNI 11554», che rappresenta un grosso passo iniziale per gli aspetti di qualificazione e eventuale successiva certificazione del personale operante nel post contatore gas», codificando lo schema di certificazione che deve essere applicato dagli organismi di certificazione accreditati.
 
E’ da notare l’assoluta novità della UNI/PdR 11:2014, che porta le firme di UNI, CIG e ACCREDIA, sancendo per la prima volta in Italia i termini di un’alleanza tra normazione e accreditamento, che non potrà che essere benefico per i cittadini.
 
Sulla base di questi documenti un cospicuo numero di operatori ha scelto la strada della certificazione di terza parte delle proprie competenze. Pur in presenza di numeri ancora percentualmente bassi, è significativo rilevare come aziende ed operatori abbiano investito risorse per raggiungere questo traguardo. Il nostro auspicio è che si continui su questa strada che porterà nel tempo ad una crescita culturale e professionale del settore, con positive ricadute in termini di sicurezza.