Conclusione vicina della prima fase del programma di roll out degli smart meter gas. Inizio di nuove sfide tecnologiche e anche di attività di normazione.

 
Con l’avvicinarsi della fine del 2018 sta arrivando a conclusione la prima fase del roll-out degli smart meter gas, sulla base delle delibere del Regolatore, che prevede, per le classi di contatori minori o uguali a G6, il target del 50% (in servizio). Il CIG, con l’elaborazione della serie UNI/TS 11291-11 (contatori in modalità di comunicazione punto-multipunto) ha definito i dettagli tecnici dei requisiti di intercambiabilità, nonché lo schema per la valutazione di conformità dei prodotti.
 
Il CIG ha inoltre avviato i lavori sulla serie UNI/TS 11291-12 (in tema di intercambiabilità degli smart meter gas che comunicano in modalità punto-punto) che è sviluppata in modo “aperto” tale da consentire un parco normativo aggiornato e al passo con lo sviluppo tecnologico, applicandosi ai gruppi di misura che supportano le reti di comunicazione GPRS/UMTS/LTE o NB-IoT.
 
È importante rimarcare l’impatto di queste norme, che si stanno avviando alla fase di inchiesta pubblica UNI, in tema di intercambiabilità; in particolare, dal punto di vista del SAC, da un lato si avrà una significativa semplificazione in quanto con un unico driver si potrà comunicare con smart meter prodotti da fornitori diversi, dall’altro il nuovo driver non si presterà a comunicare con gli smart meter esistenti, per i quali sui vari SAC sono stati implementati protocolli dedicati.
 
Di conseguenza vi sarà una fase di “transizione” dagli attuali modelli a quelli costruiti secondo la nuova serie UNI/TS 11291-12, che dovrà essere coordinata con il coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera (fabbricanti di smart meter, distributori, realizzatori e progettisti di SAC).
 
D’altro canto l’ARERA con la Deliberazione 87/2016/R/EEL, seguita dal recente DCO 245/2018/R/EEL, ha stabilito le specifiche funzionali abilitanti il contatore elettrico di seconda generazione; in particolare è richiesta la disponibilità di due canali indipendenti per la cosiddetta “Chain 1” (telelettura/telegestione) tra i quali, potenzialmente, è compresa la banda non licenziata con radiofrequenza 169 MHz.
 
La convergenza di queste iniziative pone in evidenza alcuni elementi di criticità, in relazione all’utilizzo delle radiofrequenze, specie per il canale sulla banda 169 MHz. IL CIG si è fatto carico della questione procedendo in ambito UNI, in collaborazione con il CEI, alla stesura di un documento normativo (UNI/TS) relativo a Sistemi di comunicazione per contatori – Gestione condivisa della banda di comunicazione alla frequenza di 169 MHz.
 
Tutto ciò comporta una enorme mole di dati che deve essere comunicata e gestita correttamente, anche alla luce del ruolo centrale nella filiera gas del Sistema Informativo Integrato istituito presso l’Acquirente Unico
 
Di questo e molto altro si parlerà al Forum nella VI sessione prevista il 14 giugno. Essere presenti è importante, non solo per aggiornarsi sul caso normativo specifico, ma anche per mettere a confronto le proprie opinioni e convinzioni con gli altri operatori.
 
A chi interessa

Aziende di:

    • Trasporto, distribuzione e vendita gas, elettricità, acqua, calore, rifiuti, ICT e Telecomunicazioni
    • Utilizzazione Fabbricanti di accessori, componenti e strumenti
      – Aziende costruttrici di impianti
      – Progettisti, consulenti aziendali
      – Istituzioni varie

 
Scarica il documento