UNI CIG 2022

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11-01-2023

Innovazione e ricerca nel settore multi-gas per una transizione energetica sostenibile (parte I)

Innovazione e ricerca nel sistema multi-gas in un'ottica di economia circolare e decarbonizzazione

Innovazione, ricerca, progettualità.

Il mondo del gas ha mostrato tutta la propria vitalità e visione nel terzo appuntamento del Forum UNI CIG, tenutosi on line lo scorso 17 novembre.

Una tappa fondamentale del percorso che il Comitato Italiano Gas ha messo a disposizione degli operatori al fine di meglio comprendere, attraverso informazioni solide e casi concreti, come il settore sempre stia contribuendo, e contribuirà nei prossimi decenni, a rendere sostenibile l’utilizzo della risorsa multigas a livello globale.

Un viaggio nel presente con un respiro sul futuro che ha visto la presenza di testimonial d’eccezione, a partire dal Presidente stesso di CIG, ingegner Eduardo di Benedetto, che ha introdotto i lavori richiamando al tema della transizione energetica.

Resilienza e sicurezza delle nostre infrastrutture sono la base per dare piena espressione all’introduzione sempre più importante di nuovi gas – ha affermato Di Benedetto – a partire da idrogeno e biogas. La sostenibilità economica della transizione rimane un aspetto fondamentale per raggiungere gli obiettivi che a livello globale ci si è dati in termini di sostenibilità ambientale e sociale.”

Il presidente dell’UNI, Giuseppe Rossi, ha posto l’accento su due punti in particolare: la normazione relativa all’utilizzo dell’Idrogeno e la costituzione della cabina di regia sulla transizione ecologica a cui UNI sta dando un contributo importante. “L’accordo di collaborazione tra Confindustria e il Sistema UNI, siglato oltre un anno fa, sulla normazione tecnica e lo sviluppo della filiera e delle tecnologie dell’idrogeno, si è concentrato in particolare sui temi della sicurezza, della qualità e della misura, con risultati concentrati per ora sulla mappatura.

Con una prospettiva a breve e medio termine la Commissione Tecnica UNI presieduta da Paola Comotti di Innovhub sta ora operando come interfaccia nazionale per le attività condotte a livello CEN e ISO su sistemi, dispositivi, connessioni per la distribuzione, lo stoccaggio, il trasporto e la misurazione dell’idrogeno; sia che provenga da fonti rinnovabili sia da altri risorse.”

Particolarmente significativa la presenza del Presidente di Arera Stefano Besseghini, grazie a un intervento di respiro:

L’evoluzione del sistema gas - ha dichiarato - deve tenere oggi la rotta di una narrazione che vede questa risorsa centrale nelle sue declinazioni ma che deve continuare a fare i conti con una fattibilità tecnica e normativa complessa. Per questo le fasi di ricerca (anche pre normativa), sviluppo e innovazione continueranno ad avere un presidio un importante in ambito regolatorio e normativo, certamente di riferimento per l’industria in cui si cala la capacità tecnica di un sistema europeo sviluppato, che ha indubbi meriti negli obiettivi di transizione energetica.”

Besseghini ha quindi accennato al tema PNRR che deve esser considerato per molti settori regolati una tappa di un percorso.

Del piano, che sta facendo da acceleratore a diversi comparti, va colto tutto il valore di evento in grado di lasciare una legacy, un’eredità certamente da valorizzare; il PNRR può lasciarci regole, semplificazioni, un nuovo modo di lavorare della Pubblica Amministrazione, un modo di procedere per gli iter autorizzativi. La nostra capacità di trasformare un’occasione unica che pervaderà la PA è di grande rilevanza, e va colta pienamente. In merito al rapporto tra Arera e Innovazione, tema della tappa del Forum UNI CIG, sottolineo la possibilità di far cogliere al settore gli elementi evolutivi introiettando la regolazione nella maniera più rapida possibile, ricordando che il tema Innovazione riguarda un focus specifico all’interno del nostro quadro strategico. In questo senso, abbiamo ancora aperta la call per i progetti d’innovazione relativi al settore gas, consapevoli peraltro dell’importanza che il mondo industriale ricopre soprattutto per la vicinanza al cliente finale; siamo in quella fase in cui sviluppo e innovazione si coniugano da vicino e consentono di restituire valore al cittadino, che rimane l’obiettivo principe di tutta la nostra attività.”

Pierluigi Leone del Politecnico di Torino ha moderato quindi i lavori, introducendo gli interventi tecnici, il primo dei quali è stato affidato a Liliana Panei, Direzione generale infrastrutture e sicurezza del MASE - Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Panei che ha concentrato il suo intervento sulle novità legislative nel settore gas, in primis riprendendo la Missione 2 del PNRR che comprende nella Riforma 3 la semplificazione amministrativa e la riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell'idrogeno.

“Nell’ambito dell’aggiornamento delle regole tecniche che consentono il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo del vettore energetico con i massimi livelli di sicurezza per persone e impianti, il primo intervento ha impattato sul Decreto ministeriale 18 maggio 2018, recante la regola tecnica sulle caratteristiche chimico fisiche e sulla presenza di altri componenti nel gas naturale immesso e prelevato dalle reti di trasporto e distribuzione; regola che non prevedeva la presenza dell’idrogeno nel gas naturale da immettere in rete. Come sappiamo, è stato definito - dopo una verifica dello stato delle conoscenze in Italia, in Europa e nel mondo - un primo valore limite cautelativo del 2%, considerando che ancora non sono state emanate specifiche norme tecniche in ambito europeo o mondiale da applicare al tema anche se sono disponibili norme o studi per singoli utilizzi. Il Gruppo di lavoro di esperti riprenderà quindi i lavori per aggiornare i due DM del Ministro dello Sviluppo Economico, concertati con il Ministro dell'Interno, del 16.04.2008 e del 17.04.2008 per verificare la possibilità di aumentare la percentuale di idrogeno stabilita con il DM 3 giugno 2022.”

Liliana Panei ha quindi chiuso l’intervento ricordando le iniziative del MASE in merito al conflitto Russia-Ucraina in tema di sicurezza degli approvvigionamenti.

Sperimentazioni e progetti pilota di ottimizzazione della gestione; utilizzi innovativi delle infrastrutture nel settore del gas naturale.

Sono gli ambiti che ha esaminato Andrea Caizzi, funzionario Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling di Arera, richiamando la Deliberazione 404 del 2 agosto 2022 in merito a tre ambiti progettuali:

1) metodi e strumenti per la gestione ottimizzata delle reti;

2) utilizzi innovativi delle infrastrutture esistenti in relazione alla loro capacità di accogliere i gas rinnovabili, ivi compreso l’idrogeno, le applicazioni di tipo P2X2P (che consentono di porre in connessione il sistema gas con quello elettrico) e le attività di cattura, sequestro e/o utilizzo dell’anidride carbonica (CCS, CCU);

3) interventi di innovazione sulle infrastrutture regolate della filiera del gas naturale finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica.

Caizzi ha quindi comunicato il timing del periodo di sperimentazione - a cui potranno partecipare operatori soggetti alla regolazione tariffaria per servizi infrastrutturali del settore del gas naturale - così riassunto: determina DIEU: entro fine 2022; presentazione delle istanze: primi mesi del 2023; valutazione e graduatoria: entro estate 2023; conclusione della “progettazione esecutiva” dell’intervento: inverno 2023/24; conduzione delle sperimentazioni: 2024-26; conclusione delle sperimentazioni: entro il 2026; diffusione dei risultati: inizio 2027.

Importante contributo, anch’esso proveniente dalle nostre istituzioni, quello di Giorgio Graditi di ENEA:

Il Repower EU ha indicato in 20 tonnellate l’obiettivo 2030 per la produzione di idrogeno verde - ha dichiarato - 10 di produzione interna e 10 d’importazione (principalmente da Nord d’Africa e Mare del Nord). A livello nazionale ci siamo posti target importanti: 5 GW di elettrolizzatori al 2030 con penetrazione d’idrogeno di circa il 2% al 2030 e un incremento fino al 20% al 2050. In questa prospettiva di transizione energetica le attività dirette della filiera dell’idrogeno potranno generare un valore della produzione totale (diretto, indiretto e indotto) dell’ordine di 12-14 miliardi di euro al 2030 con un incremento di un fattore 3-4 al 2050. Possiamo oggi godere di importanti strumenti finanziari e di una filiera italiana significativa, che ci ha portato a essere, insieme alla Francia, il primo Paese per finanziamenti ricevuti. Sul PNRR l’idrogeno dispone di 3,64 miliardi di euro per interventi che vanno dalla produzione alla distribuzione fino agli usi finali. Decisamente apprezzata a livello europea l’attività di ricerca italiana, con un piano operativo ad ampio spettro da 160 milioni di euro che vedrà il coinvolgimento di ENEA, RSE e CNR, e di una serie di atenei nazionali.”

Importante dunque l’accento messo da Graditi sullo sviluppo del progetto Idrogeno per il Paese:

“I fondi di cui disponiamo devono trasferirsi in PIL, in sviluppo competitivo territoriale e nazionale; servono attestazioni concrete, realizzando pilot, dimostratori, hydrogen valley che accelereranno lo sviluppo della filiera e consentiranno di abbattere alcune delle barriere principali, in primis quello del costo. Ricordiamo infatti che il costo dell’idrogeno verde è di 6-7 volte superiore a quello grigio, sappiamo che c’è un problema di opex oltre che di capex importante. In sintesi dunque tre punti da rilevare:

1) serve una strategia, una road map nazionale sull’idrogeno che rafforzi le linee guida prodotte dal MISE;

2) è fondamentale un quadro legislativo regolatorio chiaro, un iter burocratico di approvazione e certificazione che sia stabile, duraturo e armonizzato senza asimmetrie tra un territorio e l’altro;

3) la ricerca rimane fondamentale per traguardare indici di sicurezza e affidabilità, per ragionare con un’ottica integrata, anche in termini di accumulo stagionale.”

Con il contributo di Snam chiudiamo questa prima parte dei contenuti espressi dal Forum UNI CIG del 17 novembre.

Sulla seconda, pubblicata sempre sul sito del forum (www.forumcig.it), sono riportati altri importanti interventi che, completati dalle presentazioni dei diversi relatori, forniscono un ampio spettro di quanto il settore gas e l’innovazione si muovano, soprattutto oggi, in stretta relazione; all’interno di un contesto di mercato che proprio nel mix di fonti troverà il corretto equilibrio per un futuro sempre più sostenibile da un punto di vista, come richiamava il Presidente CIG in apertura, economico, ambientale e sociale.

Gli interventi di Cecilia Visibelli, Head of Open Innovation Hub e Cecilia Papini, Manager Decarbonization Technology Solutions hanno illustrato le iniziative di Snam in tema di Open Innovation per la transizione energetica.

“Tre ambiti - ha ricordato Visibelli - riteniamo fondamentali in questo senso: le tecnologie, in particolare per rendere la nostra infrastruttura sempre più intelligente, con una capacità di raccolta dati dieci volte maggiore a quella attuale; per esempio per migliorare la manutenzione predittiva a supporto della sicurezza dei nostri operatori. Gli altri due punti riguardano le persone, con lo sviluppo di nuove competenze, e la cultura per la creazione di una mentalità più flessibile ai cambiamenti migliorando la resilienza che serve per affrontare queste sfide. L’innovazione diventa sostenibile nel breve periodo con un approccio di Open Innovation che mette in condivisione soggetti come Snam con start up, centri di ricerca e partner tecnologici. Snaminnova è dunque la piattaforma che accelera la capacità d’innovazione di Snam, attraverso la diffusione di competenze e la raccolta di idee interne mettendole in rapporto con le migliori tecnologie innovative sul mercato esterno.”

Sulla piattaforma si è soffermata Cecilia Papini;

“Realizzata da Snam, si sono oggi registrate circa 1789 start up di cui sono stati analizzati 750 progetti. Da Snaminnova è nata nel 2021 l’iniziativa Hyaccelerator dedicata all’idrogeno, che ha l’obiettivo di fare scouting e identificare le migliori tecnologie attraverso call for start lanciate una volta all’anno; per selezionare le idee che riteniamo più rilevanti e lavorando insieme ai nostri tecnici per lo sviluppo, attraverso una copertura economica e un affiancamento continuo alle start up. Connettiamo dunque un ecosistema di soggetti con l’Hydron Innovation Centre, centro d’eccellenza di livello europeo nato all’interno di Hyaccelerator. La seconda edizione della Call4Startups denominata “On Our Way to Zero” si è focalizzata su 6 aree dalla produzione all’uso finale dell’idrogeno: Production, Transport, Storage & Carriers, Alternative Fuels, Industry End-Use, Mobility End-Use, Alternative Fuels. La fase di accelerazione delle start up selezionate partirà da aprile 2023 per andare a identificare “use case” in cui si utilizza la soluzione tecnologica proposta dalla start up stessa per progetti d’interesse per Snam, implementabili su scala aziendale ma anche con tutto l’ecosistema collegato all’azienda. Non c’è un interesse finanziario da parte di Snam ma l’approccio è concentrato sulle tecnologie.”

 

Nella seconda parte dell’articolo si parlerà del rapporto tra innovazione e gas liquefatti, biometano, odorizzazione, Power2Methane, miscele di idrogeno in rete, decarbonizzazione.

 

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