UNI CIG 2022

FORUM

Il 16 giugno, con la prima giornata di studio, è iniziata la dodicesima edizione del Forum UNI-CIG che, per il 2022, ha come titolo: “Il contributo del sistema gas nazionale per la transizione energetica”.

Il Forum si articola in tre giornate di studio aventi come temi fondamentali: la sicurezza, l’innovazione e la sostenibilità.

Il denso programma che ha caratterizzato questo primo appuntamento dedicato alla sicurezza ed organizzato nella forma di webinar, è stato aperto dal saluto del Presidente CIG, ing. Eduardo Di Benedetto e dall’intervento del Presidente dell’UNI, ing. Giuseppe Rossi ed è quindi proseguito nella successione delle varie presentazioni proposte dai relatori toccando aspetti rilevanti connessi all’uso sempre più affidabile del gas nei suoi vari usi.

Particolare attenzione, oltre alle evoluzioni tecnologiche sempre presenti, è stata data al ruolo fondamentale della formazione e addestramento delle maestranze al fine di mantenere alto e aggiornato il livello delle loro competenze, considerando tale aspetto come uno dei pilastri su cui si basa la cultura della sicurezza in ogni comparto industriale ed in particolare nel nostro.

La giornata ha visto una larga partecipazione di addetti ai lavori, confermando come l’attenzione del settore al tema della sicurezza sia sempre molto alta.

Per i dettagli si rimanda agli atti del convegno che sono a disposizione dei partecipanti e al video integrale dell’evento disponibile sul canale YouTube di CIG https://youtu.be/9oOrj6Zc33U

Nel ringraziare tutti i relatori e chi con il proprio supporto ha reso possibile anche quest’anno la nostra tradizionale manifestazione, vi diamo appuntamento per la prossima giornata di studio del Forum UNI-CIG che si terrà il 22 settembre in presenza presso la sede dell’Hotel Royal Carlton di Bologna e che si articolerà in due sessioni tra loro correlate.

La prima, in mattinata, avrà come tema: “Smart meter e smart grid” in cui si potrà fare il punto su questo importante settore della nostra industria anche con la presenza di soggetti istituzionali.

Nella seconda sessione pomeridiana si tratterà un tema emergente e di grande rilevanza: “La quantificazione e riduzione delle emissioni di metano”, anche alla luce delle disposizioni che sono in via di emanazione da parte della Comunità Economica Europea.

Arrivederci a Bologna!

 

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.139 del 16-06-2022) il Decreto 3 giugno 2022  del Ministero della Transizione Ecologica “Aggiornamento al decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 maggio 2018, recante: «Regola tecnica sulle caratteristiche chimico fisiche e sulla presenza di altri componenti nel gas combustibile»” che consente l’immissione di idrogeno miscelato nella rete del gas snaturale fino al 2%.

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A cura del Comitato Italiano Gas

In collaborazione con Emanuele Martinelli, Energia Media

 

Le cronache delle ultime settimane hanno messo l’accento quotidianamente sull’importanza di sistemi di cyber security in grado di proteggere da attacchi che - come ben descrive il rapporto Clusit di recente uscita - nel 2021 sono aumentati nel mondo del 10% rispetto all’anno precedente, peraltro con una capacità di produrre danni sempre più ingenti.

Il rapporto, che farà da filo conduttore di questo articolo non tiene conto naturalmente di quanto stia accadendo dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ukraina; ma non è difficile rilevare che la situazione si fa via via più grave con rischi per ogni tipo di infrastruttura.

Partiamo da qualche dato: da un punto di vista geografico, il 45% degli attacchi si sono verificati negli USA, registrando un leggero calo rispetto al 2020; mentre sono cresciuti in Europa (21% contro il 16% del 2020) e in Asia (12%, rispetto al 10% del 2020).

La tendenza è colpire target ben precisi, a partire dal bersaglio governativo/militare in primis, informatico, sanitario e relativo all’l’istruzione in seconda battuta.

In Italia nel 2021 si è rilevata una crescita significativa di malware e botnet, con impatto importante sui server (+58%); ma pure il mobile è stato sempre più infettato attraverso SMS o app di messaggistica. In Italia come nel 2020, i settori più colpiti si sono rivelati il Finance/Insurance e la Pubblica Amministrazione; anche se l’aumento più significativo (+18% rispetto al 7% del 2020) arriva dall’industria, il che dovrebbe far alzare le antenne al nostro tessuto produttivo e dei servizi.

Questa personalizzazione negli obiettivi dice di un’evoluzione sempre più sofisticata delle tecniche di attacco - con un significativo moltiplicatore dei danni - sempre più complesse da monitorare e intercettare; il rapporto Clusit sottolinea che il problema si fa sempre meno tecnico e più metodologico e specialistico, dal che si deduce come ogni organismo, pubblico o privato che sia, debba necessariamente attrezzarsi adeguatamente per rispondere a una situazione che si fa col tempo sempre più critica.

In merito alle 4 categorie di attacchi, il Cybercrime ha fatto registrare il numero più elevato degli ultimi 11 anni (+16%) come peraltro in crescita sono quelli relativi all’Information Warfare (+11,4%); mentre diminuiscono notevolmente quelli riconducibili all’Hacktivism (-58,3%); il Cyber Espionage diminuisce (-17,8%), aveva registrato il punto più alto nel 2020 a causa dello sviluppo di vaccini e cure per il Covid-19.

Sono cresciuti i Malware (+9,7%), che rappresentano il 41% del totale, mentre nuove tecniche sconosciute sono aumentate del 16,4% rispetto al 2020, superando la categoria Vulnerabilità (che peraltro segna un +60%) e Phishing / Social Engineering (-32,1%).

Sale invece la categoria Tecniche Multiple (+19.8%).

Per quanto concerne la gravità degli attacchi per settori il maggior numero è stato registrato nel Transportation / Storage (+93,3%), News / Multimedia (+60,5%), Wholesale / Retail (+51,9%), Gov / Mil / LE (+36,4%), Hospitability (+36,4%), seguite da Professional / Scientific / Technical (+26,2%) ed Healthcare (+24,8%).

L’ambito Energy e Utility è compreso negli Other Services (+66,7%), e gli si attribuisce un 2% di crescita complessivo.

Il rapporto Clusit 2021 analizza anche l’impatto critico degli attacchi classificando in Alto (36%), Medio (32%) e Basso (19%) il livello; in termini di Severity, nel 2020 gli attacchi con effetti molto gravi (High) sono stati il 47% (36% nel 2020), quelli devastanti (Critical) rappresentano il 32% (contro il 14% del 2020), di impatto significativo (Medium) il 19% (32% nel 2020) mentre quelli con impatto basso solo il 2% (19% nel 2020).

Un quadro a dir poco impressionante che ben dice della gravità del momento, un fatto che deve destare preoccupazione e che denota peraltro un cambio di strategia degli attaccanti.

Ed è la categoria Government ad aver subito il maggior numero di attacchi critici, che significa quanto il livello di tensione tra Paesi e tra privati e istituzioni si stia alzando.

La situazione in Italia

Per quanto concerne il nostro Paese, anche quest’anno la collaborazione tra Clusit e il Security Operations Center (SOC) di Fastweb ha dato i suoi frutti.

Dal campione analizzato si è potuto constatare che i maggiori investimenti in security originati da consapevolezza sul tema da parte delle aziende hanno portato a una miglior contrapposizione ed efficacia delle misure di difesa.

La crescita del digitale diffuso ha in qualche modo costretto gli operatori a un cambio di passo.

Nella rete di 6,5 milioni di indirizzi IP di Fastweb si sono registrati 42 milioni di eventi da ricondurre alla sicurezza con un aumento del 16% rispetto al 2020. L’aumento più rilevante è stato ai server (+58%) attraverso malware e botnet, soprattutto quelli ospitati in Europa rispetto a quelli residenti negli USA; questo perché si stanno moltiplicando gli investimenti in Data Center realizzati fisicamente nel vecchio continente.

Gli attaccanti hanno utilizzato in particolare Andromeda, una piattaforma in grado di distribuire circa 80 famiglie di malware (tra cui ransomware, trojan bancari, robot spam, malware anti­frode e altro ancora).

In tale contesto il Sistema Informativo Nazionale per il Contrasto al Cyber Crime (C.N.A.I.P.I.C.) nel 2021 ha gestito 5509 attacchi informatici di un certo peso in merito a servizi informatici di sistemi istituzionali, infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale e regionale, e grandi imprese; in questo contesto ha inviato 110.880 alert di sicurezza.

Nel complesso stati l’anno scorso 256 gli eventi ransomware gestiti (contro i 220 del 2020), di cui 61 contro Infrastrutture Critiche (IC), Operatori di Servizi Essenziali (OSE) e Piccole Amministrazioni Locali (PAL); oltre a 195 attacchi ad aziende.

C’è un fatto da tenere conto, di cui si accenna spesso nel rapporto e a più livelli: il problema si fa meno tecnico, più metodologico e sempre più specialistico.

Nelle conclusioni del capitolo del Rapporto dedicato all’email security in Italia, si sottolinea che gli attacchi di phishing che puntano al furto di credenziali rappresentano un pericolo concreto e in crescita.

Sottolinea Rodolfo Saccani di Libraesva: “La compromissione di account aziendali rappresenta il primo passo per una serie di attività illecite quali la distribuzione di malware e ransomware dall’interno dell’azienda stessa (bypassando quindi la protezione perimetrale), il furto di informazioni, l’estorsione, lo spionaggio industriale e l’utilizzo delle infrastrutture aziendali come trampolino per ulteriori attacchi verso altre organizzazioni.

Ogni cosa ha un valore sul mercato del dark web.

Le credenziali, i contenuti delle mail-box, gli accessi ad infrastrutture aziendali vengono venduti e acquistati in tempi brevissimi, spesso più volte, portando in breve tempo una varietà e una molteplicità di attori malevoli all’interno della propria organizzazione.

Preso atto del fatto che le minacce si fanno più subdole e che le tecniche di attacco evolvono in direzioni più difficili da monitorare, da quantificare e anche da intercettare, è opportuno che le organizzazioni restino al passo con l’evoluzione delle tecniche di attacco, le quali seguono una naturale evoluzione verso lo sfruttamento dei punti di ingresso più deboli, inclusi gli individui.

Aprirsi alla tecnologia

Cloud, AI e Machine Learning sono entrati prepotentemente in ogni processo 4.0, e al tempo stesso operano in termini di difesa da attacchi cyber.

L’Intelligenza Artificiale che può dare oggi un contributo fondamentale per ridurre i danni nel caso in cui una azienda sia attaccata, così modelli di Machine Learning controllare attività di autenticazione e accesso di un utente, i download, gli upload, i data transfer e molti altri parametri.

Modelli che imparano attingendo dall’attività di ciascun utente, che rilevano comportamenti anomali, prevenendo azioni automatiche in base alla effettiva rischiosità dell’operazione.

Alcune strumenti d’Intelligenza Artificiale applicabili alla cyber security analizzano blog, siti web, discussioni, mailing list, report, security advisory, ricavando ed elaborando contenuti rilevanti per la cyber security stessa; utilizzando per esempio il Content Analytics con l’obiettivo di estrarre informazioni e indicatori scritti in lingue diverse, a supporto di decisioni e azioni delle diverse figure coinvolte nella cyber security aziendale.

Al tempo stesso se parliamo di intelligenza artificiale, chi attacca con deep fake sarà sempre più in grado di sfruttarla per imitare le attività umane così da perfezionare gli attacchi basati sul social engineering; tra i più allarmanti vi è sicuramente quello relativo agli attacchi di tipo impersonation - in tempo reale su applicazioni vocali e video - che potrebbero permettere ai cybercriminali di superare eventuali riconoscimenti biometrici, ponendo sfide sempre più complesse per garantire l’autenticazione degli utenti in sicurezza.

Trasformare l’elemento umano da vulnerabilità a sensore

È molto complesso rilevare la componente degli attacchi cyber non individuabili attraverso i presidi di sicurezza tecnologici ma attraverso l’elemento umano; la formazione tradizionale si rivela spesso inefficaci, perché sporadica e con scarso e reale coinvolgimento diretto degli interessati.

Un aspetto fondamentale della security awareness è la capacità di abilitare il meccanismo “human as a security sensor”, in cui è l’utente consapevole a individuare tentativi di truffe basate sull’ingegneria sociale, che avrebbero altrimenti una possibilità scarsa, se non nulla, di essere intercettate con contromisure tecniche di sicurezza.

Servono comunicazione, campagne mirate e continuità nella formazione: da questo dipende anche la tutela del valore di un’azienda, qualunque sia il proprio comparto di riferimento.

I consigli degli amministratori di sistema

Il rapporto Clusit riporta il risultato di interviste a 732 amministratori di sistema di diverse aziende e di tutto il mondo che rappresentano il cuore dell’IT all’interno delle diverse organizzazioni.

Tra i punti messi in evidenza rileviamo la rapida evoluzione delle minacce informatiche ed ammette che il lavoro a distanza ha distolto l’attenzione dalle attività di sicurezza.

È stata quindi stilata questa breve guida per essere tutti più protetti e sicuri.

Incorporare la Cybersecurity nelle strategie di Resilienza Operativa

Chiudiamo questo contributo con l’accento che il Rapporto Clusit mette sulla Resilienza Operativa in un momento storico in cui, in particolar modo per chi si occupa di servizi di pubblica utilità, più fattori concorrono (pandemia, guerra, prezzi dell’energia) a dover mettere l’accento su questo fondamentale aspetto.

In ogni organizzazione diventa fondamentale implementare sistemi di gestione di Risk Ma-nagement, Business Continuity & Cybersecurity in modo tale che le persone, i processi e i sistemi informativi possano anticipare, prevenire, rispondere/recuperare e adattarsi per far fronte alle mutevoli condizioni secondo un approccio risk & resilience-based.

Questo per ridurre al minimo l’impatto di un’interruzione sugli stakeholder esterni e sull’economia in generale, sapere dove si trovano le vulnerabilità della propria organizzazione e sviluppare quegli elementi fondamentali (Resilienza Informatica, Aziendale, di Terze Parti e Tecnologica) che contribuiscono ad una ripresa più rapida dell’organizzazione, riducendo al minimo i danni.

Comprendere e gestire la propensione al rischio dell’organizzazione, o la tolleranza per una varietà di rischi a cui è esposta è fondamentale per mantenere i servizi aziendali in funzione durante qualsiasi tipo di evento; il che implica una piena governance dei processi, un cambiamento tecnologico per migliorare la fase di recupero, e un cambiamento culturale per incorporare la Resilienza Operativa all’interno dell’organizzazione stessa.

Ribaltando il problema in opportunità, la Cybersecurity dovrebbe essere utilizzata per migliorare la Resilienza Operativa complessiva e, al contempo, rafforzare le tradizionali capacità di Business Continuity.

Le buone pratiche di Cybersecurity dovrebbero permeare tutto ciò che riguarda la tecnologia in un’azienda considerando come le policy, le persone e i processi siano strettamente collegati tra loro. Creando una cultura della consapevolezza informatica, da garantire all’utente finale, attraverso comunicazione e formazione.

In tutto questo il coinvolgimento del Top Management è fondamentale, perché il tema impatta sempre più col valore dell’azienda.

Diventa fondamentale analizzare in profondità il livello della propria Cybersecurity in termini di asset digitali, valore aziendale da proteggere e potenziali attacchi hacker da respingere, misurando gli impatti di eventi cyber sui processi/servizi critici tenendo in considerazione la risk tolerance definita dall’organizzazione.

Solo attraverso una sinergica e strutturata interazione dei principi di Risk Management, Bu-siness Continuity e Cybersecurity - rileva Federica Maria Rita Livelli, tra i maggiori esperti sul tema - sarà possibile garantire la governance e la compliance, rendendo l’organizzazione agile, anti-fragile, adattiva e in grado di garantire la Resilienza Operativa, superando i limiti di un approccio per silos e riprogettando la struttura interna, il modus operandi e pensandi dell’organizzazione stessa.

Un piano di Business Continuity (BCP) garantirà il ripristino della funzionalità dei sistemi di un’organizzazione; le misure di Cyber-security proteggeranno l’organizzazione; i Piani di Disaster Recovery (DRP) consentiranno una risposta efficace agli inevitabili incidenti informatici. Inoltre, tutti nell’organizzazione dovranno essere sempre più consapevoli del ruolo importante da svolgere in termini di Cybersecurity, in quanto tale ruolo non potrà essere delegato unicamente a un team di professionisti IT.

 

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Si è completato il programma della manifestazione che toccherà alcuni dei temi di maggior attualità del mondo del gas. Un percorso maturato nel tempo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di raggiungere risultati di rilievo.

Siamo lieti di comunicare che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha autorizzato il riconoscimento di n. 3 CFP per la partecipazione all’evento del 16 giugno 2022.

Nella prima giornata16 giugno 2022 – troveranno spazio principalmente gli aspetti sulla sicurezza nell’utilizzo dei gas, le tematiche normative e legislative correlate con una finestra sulle nuove tecnologie per garantirne un utilizzo finale sempre più affidabile.

Saranno inoltre evidenziate le iniziative delle imprese per lo sviluppo delle competenze degli operatori, da considerare come un investimento a favore della sicurezza.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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Siamo ormai in prossimità del 16 giugno, data della prima sessione del Forum UNI-CIG 2022 relativa al tema "L’impegno per la sicurezza nel sistema gas nazionale" un’immancabile occasione da non perdere per fare il punto sullo stato e sull’evoluzione del settore gas italiano e per approfondire le recenti e rilevanti novità legislative, normative, di sistema e di prodotto.

Siamo lieti di comunicare che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha autorizzato il riconoscimento di n. 3 CFP per la partecipazione all’evento del 16 giugno 2022.

Nella prima giornata16 giugno 2022 – troveranno spazio principalmente gli aspetti sulla sicurezza nell’utilizzo dei gas, le tematiche normative e legislative correlate con una finestra sulle nuove tecnologie per garantirne un utilizzo finale sempre più affidabile.

Saranno inoltre evidenziate le iniziative delle imprese per lo sviluppo delle competenze degli operatori, da considerare come un investimento a favore della sicurezza.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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Net Zero Innovation Impacts: uno studio dell’Energy Networks Association (ENA)per la valorizzazione delle reti gas

A cura del Comitato Italiano Gas

In collaborazione con Emanuele Martinelli, Energia Media

 

Ridurre le emissioni di carbonio del 95% nel Regno Unito nei prossimi 30 anni è una sfida enorme che richiede di ripensare radicalmente al modo in cui l’energia verrà utilizzata. Si basa su questo obiettivo lo studio dell’ENA, che passa da una nuova concezione nell’utilizzo delle reti britanniche del gas e dell'elettricità; un tema richiamato peraltro a livello europeo dalla Vision 2050 dell’European Technology and Innovation Platform Smart Networks for Energy Transition (ETIP SNET) che parla di sistemi integrati sicuri, affidabili, resilienti, accessibili, efficienti in termini di costi.

ENA che nello studio ha richiamato alla necessità di nuovi importanti investimenti per la valorizzazione di infrastrutture di rete, del gas e dell'elettricità in particolare, con cavi e tubi che attraversano ogni parte del Paese per un valore stimato di 60 miliardi di sterline; e che in termini occupazionali valgono circa 40.000 persone oggi impiegate da società di reti energetiche, nel Regno Unito e in Irlanda.

Deve valere a ogni latitudine il principio che investire in infrastruttura di rete, significa investire nelle comunità e nelle catene di approvvigionamento locali, con implicazioni che riguarderanno anche la produzione di idrogeno; secondo la ricerca dell’Energy Networks Association infatti, la transizione del Regno Unito verso un'economia dell'idrogeno richiederà investimenti per circa 159 miliardi di sterline nei prossimi 30 anni, che dal 2045 saranno restituiti in vantaggi concreti per i clienti/cittadini, per un totale di oltre 116 miliardi di sterline entro il 2050.

L'utilizzo di una combinazione di idrogeno e biometano per sostituire progressivamente il gas naturale, in collaborazione con processi d’elettrificazione avanzata, potrebbe far risparmiare al Regno Unito fino a 13 miliardi di sterline all'anno entro il 2050.

Nel gennaio 2021, l'ENA ha pubblicato l'Hydrogen Network Plan britannico, indicando una tabella di marcia per convertire le infrastrutture del gas in modo che funzionino a idrogeno anziché a gas naturale; reti gas locali che in UK hanno già registrato notevoli progressi, con tubazioni pronte per l'idrogeno installate per quasi due terzi della loro totalità.

Pur tuttavia entro il 2032 saranno investiti altri 28 miliardi di sterline per un ulteriore udgrade, con l’obiettivo di avere a disposizione reti energetiche all'avanguardia, da leader a livello mondiale.

Vi è piena coscienza infatti che l’economia in generale passi da processi avanzati inerenti l’accesso all'energia, per salvaguardare i posti di lavoro e mantenere la competitività internazionale; in un momento storico in cui il mondo cerca di capire come affrontare il grande tema dell’autonomia energetica e della necessaria decarbonizzazione.

Net Zero Innovation Impacts illustra come le cinque reti del gas britanniche prevedano un totale di 6,8 miliardi di sterline di investimenti in progetti innovativi tra il 2022 e il 2032, tutti legati al lancio dell'idrogeno, rispondendo a una serie di obiettivi:

• Decarbonizzare i distretti industriali britannici

• Garantire che le reti siano pronte per assorbire risorse a impatto zero

• Accelerare l'economia dell'idrogeno in Gran Bretagna

• Agire secondo un approccio di sistema

• Creare opzioni per la decarbonizzazione del trasporto/mobilità

Cinque punti che ben dimostrano l'ampio impatto che l'innovazione della rete gas avrà sulla decarbonizzazione del Regno Unito, considerando l’evoluzione di un'economia all'idrogeno a livello sia nazionale che locale; un'opportunità unica, è bene ribadirlo, per le comunità di tutto il paese, grazie alla creazione di posti di lavoro altamente qualificati e di buona qualità.

Aree del paese protagoniste di processi sostenibili, verdi, capaci di offrire soluzioni da leader a livello mondiale per quanto concerne la sfida della decarbonizzazione.

L’Ufficio di statistica nazionale ha previsto che questi investimenti creeranno 13.300 posti di lavoro nei prossimi dieci anni; e altri 11.400 posti di lavoro potrebbero essere implementati in catene di approvvigionamento di supporto; un notevole aumento rispetto alle 40.000 unità attuali.

L'investimento verrà erogato attraverso il sistema di controllo dei prezzi di Ofgem - l’Autorità dell’energia UK - che regola gli investimenti e le spese delle società preposte e che approverà sulla base del rapporto qualità-prezzo per il cliente finale e dai requisiti di investimento, determinati dai criteri di una politica del governo che comprende: il Piano in dieci punti presentato dal Primo Ministro nel 2021 per una rivoluzione industriale verde; la strategia per l'idrogeno del Paese; il Libro bianco sull'energia risalente sempre al 2021.

Il percorso UK verso Net zero.

Sono sei i passaggi chiavi individuati per un efficace piano di decarbonizzazione, con soluzioni tra loro interconnesse; l'elettrificazione combinata all'uso di idrogeno e biometano potrebbe far risparmiare 13 miliardi di sterline all'anno rispetto ad altre soluzioni che si basano esclusivamente sull’elettrificazione.

1. 2020-2024 Pianificazione e ricerca per prepararsi alla transizione dal gas naturale;

2. 2021-2026 Processi di connessione di più siti di produzione di idrogeno e biometano alla rete del gas naturale;

3. 2026-2032 Supporto per la creazione di nuove fonti di biometano e idrogeno;

4. dal 2030 ampliamento dell'uso di idrogeno e biometano in ambito industriale, trasporti, consumatori commerciali e residenziali;

5. 2030-2040 Unione degli impianti del Paese che utilizzano idrogeno e biometano alla Rete Nazionale;

6. Dal 2050 Messa in funzione della prima rete di gas a zero emissioni di carbonio.

 

Il piano UK per la rete di idrogeno

 

Sono stati stabiliti i dettagli delle attività che le società britanniche della rete del gas intraprenderanno per portare con concretezza le reti agli obiettivi sopra indicati. Un piano da 24 miliardi di sterline con cui i distributori potranno:

1.Garantire la consegna sicura dell'idrogeno attraverso progetti di innovazione. Ciò include il lavoro svolto dal programma Hy4Heat (guidato da BEIS) per testare diversi elettrodomestici come caldaie, stufe e cucine in vari ambienti; e i progetti H21, H100 Fife e HyNTS Future Grid, leader a livello mondiale, che stanno compiendo i test su diverse sezioni della rete del gas.

 

  1. Mantenere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per garantire che le reti del gas abbiano una capacità sufficiente a soddisfare la domanda della Gran Bretagna, utilizzando l'idrogeno. Ciò include la modellazione delle reti del gas in termini di capacità e di corretta collocazione col fine di calcolare la quantità di idrogeno necessaria. Il progetto Cavendish sull'isola di Grain farà da pioniere per la connessione di impianti di produzione di idrogeno con reti del gas britanniche.

 

  1. Operare secondo le esigenze delle persone per aiutare a ridurre le emissioni di carbonio, assicurando che cittadini e aziende abbiano la possibilità di scegliere tra diverse tecnologie a basse emissioni di carbonio nelle case, in uffici e fabbriche, così come sulle strade. Ciò include prove tecniche di diversi apparecchi domestici a idrogeno, in particolare attraverso il progetto H100 Fife, leader a livello mondiale per prove di quartieri a idrogeno attraverso HyNet Homes, Future Billing Methodology e progetti Real Time Networks. Questi contribuiranno a garantire che i consumatori continuino a ricevere fatture del gas congrue anche con l’introduzione di più idrogeno nella rete del gas.

 

  1. Fare investimenti e creare posti di lavoro anche sostituendo le tubazioni esistenti con nuove tubazioni idonee per l'idrogeno. Entro il 2032 le società hanno in programma di investire 28 miliardi di sterline in progetti in tutto il Paese.

Conclusioni
 
La gravità dell'emergenza climatica e la crisi Ukraina in corso obbligano a una presa di coscienza che si traduca, in ogni Paese, in un futuro più verde e in una maggior autonomia energetica. Investire in innovazione non solo contribuirà a raggiungere questi macro obiettivi ma risponderà alla necessità sociale di aumentare i posti di lavoro nelle diverse comunità.

Quanto sopra esposto ha l’obiettivo di rendere il Regno Unito un leader nella rivoluzione verde sull'energia creando un modello esemplare da replicare in tutto il mondo.

Fondamentalmente, i progetti orientati alla transizione verso l’idrogeno daranno ai consumatori la più ampia gamma di tecnologie verdi per ridurre le loro emissioni, il tutto aiutando a mantenere i costi della decarbonizzazione il più bassi possibile.

Un percorso orientato alla creazione della prima rete gas a zero emissioni di carbonio (completamente funzionante) al mondo.

 

 

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Forum UNI-CIG pubblica l’aggiornamento del programma provvisorio dell’evento, di elevato contenuto informativo e formativo, che si terrà il prossimo 16 giugno 2022

Sta infatti prendendo una forma sempre più completa il programma della manifestazione che toccherà alcuni dei temi di maggior attualità del mondo del gas. Un percorso maturato nel tempo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di raggiungere risultati di rilievo.

Nella prima giornata16 giugno 2022 – troveranno spazio principalmente gli aspetti sulla sicurezza nell’utilizzo dei gas, le tematiche normative e legislative correlate con una finestra sulle nuove tecnologie per garantirne un utilizzo finale sempre più affidabile.

Saranno inoltre evidenziate le iniziative delle imprese per lo sviluppo delle competenze degli operatori, da considerare come un investimento a favore della sicurezza.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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Forum UNI-CIG pubblica ufficialmente il programma provvisorio dell’evento, di elevato contenuto informativo e formativo, che si terrà il prossimo 16 giugno 2022

Sta infatti prendendo una forma sempre più completa il programma della manifestazione che toccherà alcuni dei temi di maggior attualità del mondo del gas. Un percorso maturato nel tempo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di raggiungere risultati di rilievo.

Nella prima giornata16 giugno 2022 –troveranno spazio principalmente gli aspetti sulla sicurezza nell’utilizzo dei gas, sviluppo delle competenze degli operatori, aspetti normativi e legislativi correlati e nuove tecnologie per garantirne un utilizzo finale sempre più affidabile.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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