UNI CIG 2022

FORUM

Innovazione, ricerca, progettualità.

Il mondo del gas ha mostrato tutta la propria vitalità e visione nel terzo appuntamento del Forum UNI CIG, tenutosi on line lo scorso 17 novembre.

Una tappa fondamentale del percorso che il Comitato Italiano Gas ha messo a disposizione degli operatori al fine di meglio comprendere, attraverso informazioni solide e casi concreti, come il settore sempre stia contribuendo, e contribuirà nei prossimi decenni, a rendere sostenibile l’utilizzo della risorsa multigas a livello globale.

Un viaggio nel presente con un respiro sul futuro che ha visto la presenza di testimonial d’eccezione, a partire dal Presidente stesso di CIG, ingegner Eduardo di Benedetto, che ha introdotto i lavori richiamando al tema della transizione energetica.

Resilienza e sicurezza delle nostre infrastrutture sono la base per dare piena espressione all’introduzione sempre più importante di nuovi gas – ha affermato Di Benedetto – a partire da idrogeno e biogas. La sostenibilità economica della transizione rimane un aspetto fondamentale per raggiungere gli obiettivi che a livello globale ci si è dati in termini di sostenibilità ambientale e sociale.”

Il presidente dell’UNI, Giuseppe Rossi, ha posto l’accento su due punti in particolare: la normazione relativa all’utilizzo dell’Idrogeno e la costituzione della cabina di regia sulla transizione ecologica a cui UNI sta dando un contributo importante. “L’accordo di collaborazione tra Confindustria e il Sistema UNI, siglato oltre un anno fa, sulla normazione tecnica e lo sviluppo della filiera e delle tecnologie dell’idrogeno, si è concentrato in particolare sui temi della sicurezza, della qualità e della misura, con risultati concentrati per ora sulla mappatura.

Con una prospettiva a breve e medio termine la Commissione Tecnica UNI presieduta da Paola Comotti di Innovhub sta ora operando come interfaccia nazionale per le attività condotte a livello CEN e ISO su sistemi, dispositivi, connessioni per la distribuzione, lo stoccaggio, il trasporto e la misurazione dell’idrogeno; sia che provenga da fonti rinnovabili sia da altri risorse.”

Particolarmente significativa la presenza del Presidente di Arera Stefano Besseghini, grazie a un intervento di respiro:

L’evoluzione del sistema gas - ha dichiarato - deve tenere oggi la rotta di una narrazione che vede questa risorsa centrale nelle sue declinazioni ma che deve continuare a fare i conti con una fattibilità tecnica e normativa complessa. Per questo le fasi di ricerca (anche pre normativa), sviluppo e innovazione continueranno ad avere un presidio un importante in ambito regolatorio e normativo, certamente di riferimento per l’industria in cui si cala la capacità tecnica di un sistema europeo sviluppato, che ha indubbi meriti negli obiettivi di transizione energetica.”

Besseghini ha quindi accennato al tema PNRR che deve esser considerato per molti settori regolati una tappa di un percorso.

Del piano, che sta facendo da acceleratore a diversi comparti, va colto tutto il valore di evento in grado di lasciare una legacy, un’eredità certamente da valorizzare; il PNRR può lasciarci regole, semplificazioni, un nuovo modo di lavorare della Pubblica Amministrazione, un modo di procedere per gli iter autorizzativi. La nostra capacità di trasformare un’occasione unica che pervaderà la PA è di grande rilevanza, e va colta pienamente. In merito al rapporto tra Arera e Innovazione, tema della tappa del Forum UNI CIG, sottolineo la possibilità di far cogliere al settore gli elementi evolutivi introiettando la regolazione nella maniera più rapida possibile, ricordando che il tema Innovazione riguarda un focus specifico all’interno del nostro quadro strategico. In questo senso, abbiamo ancora aperta la call per i progetti d’innovazione relativi al settore gas, consapevoli peraltro dell’importanza che il mondo industriale ricopre soprattutto per la vicinanza al cliente finale; siamo in quella fase in cui sviluppo e innovazione si coniugano da vicino e consentono di restituire valore al cittadino, che rimane l’obiettivo principe di tutta la nostra attività.”

Pierluigi Leone del Politecnico di Torino ha moderato quindi i lavori, introducendo gli interventi tecnici, il primo dei quali è stato affidato a Liliana Panei, Direzione generale infrastrutture e sicurezza del MASE - Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Panei che ha concentrato il suo intervento sulle novità legislative nel settore gas, in primis riprendendo la Missione 2 del PNRR che comprende nella Riforma 3 la semplificazione amministrativa e la riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell'idrogeno.

“Nell’ambito dell’aggiornamento delle regole tecniche che consentono il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo del vettore energetico con i massimi livelli di sicurezza per persone e impianti, il primo intervento ha impattato sul Decreto ministeriale 18 maggio 2018, recante la regola tecnica sulle caratteristiche chimico fisiche e sulla presenza di altri componenti nel gas naturale immesso e prelevato dalle reti di trasporto e distribuzione; regola che non prevedeva la presenza dell’idrogeno nel gas naturale da immettere in rete. Come sappiamo, è stato definito - dopo una verifica dello stato delle conoscenze in Italia, in Europa e nel mondo - un primo valore limite cautelativo del 2%, considerando che ancora non sono state emanate specifiche norme tecniche in ambito europeo o mondiale da applicare al tema anche se sono disponibili norme o studi per singoli utilizzi. Il Gruppo di lavoro di esperti riprenderà quindi i lavori per aggiornare i due DM del Ministro dello Sviluppo Economico, concertati con il Ministro dell'Interno, del 16.04.2008 e del 17.04.2008 per verificare la possibilità di aumentare la percentuale di idrogeno stabilita con il DM 3 giugno 2022.”

Liliana Panei ha quindi chiuso l’intervento ricordando le iniziative del MASE in merito al conflitto Russia-Ucraina in tema di sicurezza degli approvvigionamenti.

Sperimentazioni e progetti pilota di ottimizzazione della gestione; utilizzi innovativi delle infrastrutture nel settore del gas naturale.

Sono gli ambiti che ha esaminato Andrea Caizzi, funzionario Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling di Arera, richiamando la Deliberazione 404 del 2 agosto 2022 in merito a tre ambiti progettuali:

1) metodi e strumenti per la gestione ottimizzata delle reti;

2) utilizzi innovativi delle infrastrutture esistenti in relazione alla loro capacità di accogliere i gas rinnovabili, ivi compreso l’idrogeno, le applicazioni di tipo P2X2P (che consentono di porre in connessione il sistema gas con quello elettrico) e le attività di cattura, sequestro e/o utilizzo dell’anidride carbonica (CCS, CCU);

3) interventi di innovazione sulle infrastrutture regolate della filiera del gas naturale finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica.

Caizzi ha quindi comunicato il timing del periodo di sperimentazione - a cui potranno partecipare operatori soggetti alla regolazione tariffaria per servizi infrastrutturali del settore del gas naturale - così riassunto: determina DIEU: entro fine 2022; presentazione delle istanze: primi mesi del 2023; valutazione e graduatoria: entro estate 2023; conclusione della “progettazione esecutiva” dell’intervento: inverno 2023/24; conduzione delle sperimentazioni: 2024-26; conclusione delle sperimentazioni: entro il 2026; diffusione dei risultati: inizio 2027.

Importante contributo, anch’esso proveniente dalle nostre istituzioni, quello di Giorgio Graditi di ENEA:

Il Repower EU ha indicato in 20 tonnellate l’obiettivo 2030 per la produzione di idrogeno verde - ha dichiarato - 10 di produzione interna e 10 d’importazione (principalmente da Nord d’Africa e Mare del Nord). A livello nazionale ci siamo posti target importanti: 5 GW di elettrolizzatori al 2030 con penetrazione d’idrogeno di circa il 2% al 2030 e un incremento fino al 20% al 2050. In questa prospettiva di transizione energetica le attività dirette della filiera dell’idrogeno potranno generare un valore della produzione totale (diretto, indiretto e indotto) dell’ordine di 12-14 miliardi di euro al 2030 con un incremento di un fattore 3-4 al 2050. Possiamo oggi godere di importanti strumenti finanziari e di una filiera italiana significativa, che ci ha portato a essere, insieme alla Francia, il primo Paese per finanziamenti ricevuti. Sul PNRR l’idrogeno dispone di 3,64 miliardi di euro per interventi che vanno dalla produzione alla distribuzione fino agli usi finali. Decisamente apprezzata a livello europea l’attività di ricerca italiana, con un piano operativo ad ampio spettro da 160 milioni di euro che vedrà il coinvolgimento di ENEA, RSE e CNR, e di una serie di atenei nazionali.”

Importante dunque l’accento messo da Graditi sullo sviluppo del progetto Idrogeno per il Paese:

“I fondi di cui disponiamo devono trasferirsi in PIL, in sviluppo competitivo territoriale e nazionale; servono attestazioni concrete, realizzando pilot, dimostratori, hydrogen valley che accelereranno lo sviluppo della filiera e consentiranno di abbattere alcune delle barriere principali, in primis quello del costo. Ricordiamo infatti che il costo dell’idrogeno verde è di 6-7 volte superiore a quello grigio, sappiamo che c’è un problema di opex oltre che di capex importante. In sintesi dunque tre punti da rilevare:

1) serve una strategia, una road map nazionale sull’idrogeno che rafforzi le linee guida prodotte dal MISE;

2) è fondamentale un quadro legislativo regolatorio chiaro, un iter burocratico di approvazione e certificazione che sia stabile, duraturo e armonizzato senza asimmetrie tra un territorio e l’altro;

3) la ricerca rimane fondamentale per traguardare indici di sicurezza e affidabilità, per ragionare con un’ottica integrata, anche in termini di accumulo stagionale.”

Con il contributo di Snam chiudiamo questa prima parte dei contenuti espressi dal Forum UNI CIG del 17 novembre.

Sulla seconda, pubblicata sempre sul sito del forum (www.forumcig.it), sono riportati altri importanti interventi che, completati dalle presentazioni dei diversi relatori, forniscono un ampio spettro di quanto il settore gas e l’innovazione si muovano, soprattutto oggi, in stretta relazione; all’interno di un contesto di mercato che proprio nel mix di fonti troverà il corretto equilibrio per un futuro sempre più sostenibile da un punto di vista, come richiamava il Presidente CIG in apertura, economico, ambientale e sociale.

Gli interventi di Cecilia Visibelli, Head of Open Innovation Hub e Cecilia Papini, Manager Decarbonization Technology Solutions hanno illustrato le iniziative di Snam in tema di Open Innovation per la transizione energetica.

“Tre ambiti - ha ricordato Visibelli - riteniamo fondamentali in questo senso: le tecnologie, in particolare per rendere la nostra infrastruttura sempre più intelligente, con una capacità di raccolta dati dieci volte maggiore a quella attuale; per esempio per migliorare la manutenzione predittiva a supporto della sicurezza dei nostri operatori. Gli altri due punti riguardano le persone, con lo sviluppo di nuove competenze, e la cultura per la creazione di una mentalità più flessibile ai cambiamenti migliorando la resilienza che serve per affrontare queste sfide. L’innovazione diventa sostenibile nel breve periodo con un approccio di Open Innovation che mette in condivisione soggetti come Snam con start up, centri di ricerca e partner tecnologici. Snaminnova è dunque la piattaforma che accelera la capacità d’innovazione di Snam, attraverso la diffusione di competenze e la raccolta di idee interne mettendole in rapporto con le migliori tecnologie innovative sul mercato esterno.”

Sulla piattaforma si è soffermata Cecilia Papini;

“Realizzata da Snam, si sono oggi registrate circa 1789 start up di cui sono stati analizzati 750 progetti. Da Snaminnova è nata nel 2021 l’iniziativa Hyaccelerator dedicata all’idrogeno, che ha l’obiettivo di fare scouting e identificare le migliori tecnologie attraverso call for start lanciate una volta all’anno; per selezionare le idee che riteniamo più rilevanti e lavorando insieme ai nostri tecnici per lo sviluppo, attraverso una copertura economica e un affiancamento continuo alle start up. Connettiamo dunque un ecosistema di soggetti con l’Hydron Innovation Centre, centro d’eccellenza di livello europeo nato all’interno di Hyaccelerator. La seconda edizione della Call4Startups denominata “On Our Way to Zero” si è focalizzata su 6 aree dalla produzione all’uso finale dell’idrogeno: Production, Transport, Storage & Carriers, Alternative Fuels, Industry End-Use, Mobility End-Use, Alternative Fuels. La fase di accelerazione delle start up selezionate partirà da aprile 2023 per andare a identificare “use case” in cui si utilizza la soluzione tecnologica proposta dalla start up stessa per progetti d’interesse per Snam, implementabili su scala aziendale ma anche con tutto l’ecosistema collegato all’azienda. Non c’è un interesse finanziario da parte di Snam ma l’approccio è concentrato sulle tecnologie.”

 

Nella seconda parte dell’articolo si parlerà del rapporto tra innovazione e gas liquefatti, biometano, odorizzazione, Power2Methane, miscele di idrogeno in rete, decarbonizzazione.

 

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Il webinar del 17 novembre con cui il Comitato Italiano Gas ha chiuso il Forum CIG 2022 è stato certamente tra i più prolifici di queste ultime edizioni, per il contributo offerto dai testimonial e per il forte carattere innovativo delle tematiche toccate.

Riportiamo qui gli spunti principali di quanto emerso nella seconda parte dell’evento, che ha approfondito il rapporto tra ricerca, progettazione e sviluppo di gas liquefatti, biometano, odorizzazione, Power2Methane, miscele di idrogeno in rete, decarbonizzazione.

A partire dal contributo di Filippo De Cecco, Responsabile Tecnico di Assogasliquidi, che si è soffermato sul tema dei gas liquefatti e dell’apporto che stanno portando al sistema energetico nazionale.

Un contributo quello di GPL e GNL con un orizzonte temporale di lungo respiro, in grado di rispondere al bisogno di diversificare le fonti di approvvigionamento sia per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, in particolar modo del settore trasporti leggero e pesante, stradale e marittimo. È però importante – ha sottolineato De Cecco – prevedere specifici interventi di sostegno per l’utilizzo di prodotti gassosi bio e rinnovabili, soprattutto all’interno del pacchetto Fit-for 55; questo per individuare misure strutturali di riduzione dei costi collegati all’uso di nuove tecnologie e a supporto degli investimenti in infrastrutture.

Tema centrale nel dibattito in corso sullo sviluppo di soluzioni multigas è quello legato alle prospettive del biometano, approfondito per l’occasione da Marco Pezzaglia in rappresentanza del Consorzio Italiano Biogas; settore che gode oggi di una normativa più avanzata rispetto ad altre risorse.

“Il nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta lo scorso ottobre, prevede una revisione generale degli incentivi per la produzione di biometano; figlio del PNRR porta in dote uno stanziamento da utilizzare entro il 30 giugno 2026 di circa 1,7 miliardi di euro. Possono accedervi tutti, sia chi voglia riconvertire vecchi impianti o costruirne di nuovi, alimentati da matrici agricole o da Forsu (solo nuovi impianti).”

Interessanti le valutazioni finali di Pezzaglia in merito all’accesso del biometano al consumatore finale che volesse garantirsi una fornitura di biometano a lungo termine e ad un prezzo prefissabile, in un contesto che vede invece prevalere un mercato spot.

“Sarebbe interessante – ha concluso il rappresentante del CIB – consentire ai clienti particolarmente sensibili di giocare un ruolo attivo nel settore così da sostenere in modo proficuo il processo di decarbonizzazione del comparto gas.”

Paola Comotti di Innovhub SII – Stazioni Sperimentali per l’Industria – ha colto l’interesse in particolare dei tecnici presenti, con i contenuti relativi alla ricerca pre-normativa sull’odorizzazione di miscele H2/GN.

“È fondamentale partire dalla costruzione delle curve di intensità di odore basate su evidenze scientifiche/sperimentali effettuate utilizzando criteri condivisi su scala internazionale. Sono in corso oggi a tal proposito delle prove, anche di rinoanalisi, per miscele multigas contenenti percentuali crescenti di idrogeno, con l’utilizzo degli interferenti più significativi a livello di odore, DMS e Metantiolo.”

Tra le imprese più attive nel settore, il Gruppo Pietro Fiorentini non ha mancato di portare il proprio contributo all’ultimo appuntamento del Forum grazie all’intervento di Leonardo Senatori, Renewables Global Portfolio Leader dell’azienda.

“Sono 35 i miliardi di metri cubi di biometano che siamo chiamati a produrre da qui al 2030 – ha dichiarato; un’industria che in sette anni deve salire di un ordine di grandezza. Andiamo verso la terza generazione di biometano, da Gas2Power a Power2gas, e abbiamo portato un contributo importante in tal senso con il progetto SynBioS, simbiosi tra acqua, gas ed elettroni, costruendo un impianto di scala industriale di Power2Methane installato presso il depuratore acqua del Gruppo Hera di Bologna Corticella. Aprendo di fatto nuove prospettive attraverso Waste to Value (valore trasversale portato alle utilities), Carbon Negative (riutilizzo del carbonio verde del biogas), Sector Coupling (flessibilità del gas a disposizione del sistema elettrico). Di fatto con SynBioS parliamo di produzione di più biometani da introdurre in rete, resi possibile da ricerca e innovazione dedicate a elettrolisi a dieta di metalli nobili e al segmento della metanazione biologica. Tutto questo grazie anche al contributo e alla collaborazione con start up che abbiamo selezionato a livello europeo.”

Gruppo Hera che è intervenuto direttamente attraverso le relazioni di Alessandro Morgagni e Gabriele Tonelli di Inretedistribuzione, che sul tema idrogeno da miscelare al gas naturale hanno aperto un focus di grande interesse.

“Proprio un anno fa al Forum CIG avevamo presentato – ha ricordato Morgagni – un progetto pilota relativo al tema (finanziato dalla nostra azienda) con obiettivo in primis la decarbonizzazione degli usi termici da pianificare a prescindere dalla sensibilità e dalle risorse dei singoli cittadini. Il 24 e 28 ottobre scorsi è stato quindi immesso in rete idrogeno con una percentuale del 2%, quella concessa oggi dal decreto ministeriale; sono previste nel 2023 altre immissioni presumibilmente a febbraio, aprile e settembre con percentuali crescenti (dal 5 al 10%) compatibilmente con i limiti e i requisiti di legge.”

Tonelli ha poi toccato alcuni punti specifici, come l’odorizzabilità delle miscele, l’individuazione delle aree di intervento e l’importanza del metering.

“La correttezza della misura anche nei confronti del cliente finale rimane un aspetto fondamentale; per questo abbiamo eseguito test metrologici e di compatibilità con le miscele attraverso NextMeter, il contatore sviluppato dal Gruppo Hera. Sono stati coinvolti dall’inizio sia i cittadini, attraverso mezzi d’informazione e assemblee pubbliche, che gli installatori e le categorie di riferimento. Un approccio di sistema che siamo certo darà ottimi frutti.”

Multi-energetico e multi-tecnologico per un approccio vincente alla decarbonizzazione.

È l’incipit scelto da Daniela Lobosco della Segreteria Tecnica di Assotermica per il suo intervento, che ha consentito agli operatori presenti di raccogliere il punto di vista dei produttori di tecnologie del comfort.

“Citando Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, è necessario avere un approccio integrato per conseguire neutralità climatica nei tempi concordati dalla CE, ripensando la strategia di transizione sfruttando l’intera gamma delle fonti, diversificando per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Una visione recepita dalla mia associazione attraverso importanti investimenti in ricerca che hanno portato, tra gli altri, alla realizzazione di uno studio con l’Università di Pisa per la simulazione e la valutazione delle prestazioni dinamiche e stagionali di generatori termici anche non convenzionali, inclusi apparecchi ibridi in edifici residenziali. Abbiamo simulato circa 500 casi studio in tre zone climatiche, in 4 tipologie edilizie, con 6 tipologie di generatori e 5 vettori energetici. Tutte le tecnologie analizzate (combustione, elettriche o ibride) hanno presentato potenzialità diverse a seconda dei contesti di applicazione, dell’utenza, del clima, consentendo un’ottimizzazione di taglia e gestione. Lo studio ha inoltre rilevato che l’utilizzo di combustibili gassosi alternativi, come miscele arricchite da idrogeno verde o biogas (20% in volume), comporta vantaggi energetici e ambientali (-7 e -12 % rispettivamente di energia primaria e CO2), proporzionalmente al loro contenuto di componente verde.”

Ha chiuso dunque i lavori Gabriele Migliavacca di Innovhub portando i risultati del progetto NewGasMet che si è chiuso nel settembre scorso; tornando sul tema dei nuovi gas rinnovabili in relazione ad aspetti metrologici e quindi a misuratori.

“La presenza di microcomponenti nel biogas è andata a incidere su alcune parti interne – ha rilevato Migliavacca – mentre i contatori elettronici hanno subito effetti di corrosione in particolare nella parte elettrica. Dobbiamo tenere in considerazione che nessuno dei contatori utilizzati era stato pensato per funzionare con biogas per cui serve senz’altro un ulteriore sforzo in termini di sviluppo tecnologico. Al contrario i test condotti con idrogeno non hanno mostrato significativi effetti sui contatori stessi; nello specifico, le prove di accuratezza dei contatori gas domestici per la valutazione di conformità di 2 tipi di contatori gas a membrana - effettuate da banchi metrologici di 2 diversi partner utilizzando azoto e idrogeno - hanno mostrato risultati equivalenti. Il progetto ha portato a conclusioni molto importanti attraverso i quali sarà possibile capire in che modo e in che termini gli attuali contatori potranno essere utilizzati senza particolari problemi anche con l’immissione in rete di gas di diversa natura.”

Il terzo appuntamento del Forum UNI CIG 2022 dedicato all’innovazione ha aperto nuovi fronti per il 2023 e gli anni a venire e ha mostrato quanto il CIG sia sempre più riferimento per il settore energetico e per la sua evoluzione.

Non solo per il ruolo istituzionale che gli compete, ma per la sempre maggior capacità di mettere in rete tutti gli attori di un segmento, quello del multigas, estremamente vivace da un punto di vista tecnologico e decisivo per gli obiettivi di sicurezza e decarbonizzazione che il Paese e l’Europa si sono dati.

Ricordiamo che le presentazioni relative agli interventi qui presentati, oltre al video integrale del Forum CIG del 17 novembre, sono a disposizione sul sito www.forumcig.it e sul canale Youtube al link: https://www.youtube.com/watch?v=_K0UFSGX5y0

 

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A seguito della pubblicazione della delibera 404/2022/R/GAS , che ha definito il Regolamento di applicazione del meccanismo tariffario premiale a sostegno dell’innovazione delle infrastrutture del settore del gas naturale, il 20 dicembre scorso è stata pubblicata la Determina 9/2022 DIEU “Presentazione delle istanze di ammissione dei progetti pilota di ottimizzazione della gestione e utilizzi innovativi delle infrastrutture del settore del gas naturale di cui alla deliberazione 2 agosto 2022, 404/2022/R/gas”.

Tale Determina definisce le modalità di presentazione e di valutazione delle istanze di ammissione al trattamento incentivante, il formato e contenuti minimi delle istanze di ammissione alle sperimentazioni (parte tecnica e parte economico-finanziaria), gli strumenti di rendicontazione (tecnica ed economico-finanziaria) e i criteri di riconoscimento dei costi sostenuti nell’ambito delle sperimentazioni.

Prevede inoltre che le istanze di ammissione al trattamento incentivante dei progetti pilota di ottimizzazione della gestione e utilizzi innovativi delle infrastrutture del settore del gas naturale siano trasmesse alla Direzione DIEU a decorrere dal 15 gennaio 2023 ed entro il 15 aprile 2023.

Fonte: clicca qui

Un tema di grande attualità - trattato a Bologna lo scorso 22 settembre - su cui il Comitato lavora mettendo in rete gestori del servizio gas, imprese e istituzioni

L’impegno del CIG sul tema delle methane emissions è stato posto in evidenza nel 2022 in particolare durante il secondo appuntamento del Forum CIG, di cui di seguito riprenderemo alcuni passaggi chiave.

Il contributo fornito dal Comitato su un ambito delicato quanto complesso, è stato particolarmente apprezzato dai tanti operatori presenti a Bologna il 22 settembre, per un workshop che ha beneficiato dell’importante contributo di una serie di esperti in grado di fornire una visione esaustiva della tematica.

Cristiano Fiameni, Direttore Tecnico CIG, ha aperto la sessione richiamando all’attualità della tematica e in particolare all’evoluzione della legislazione europea in merito che ha portato, a fine 2021, alla stesura di una bozza di regolamento che nel 2022 è stato esaminato in profondità dal CIG con l’intervento diretto di molteplici attori messi in rete dal Comitato.

Fiameni ha sottolineato nel merito l’importanza dell’attività pre-normativa di Marcogaz, osservatorio privilegiato a livello europeo, che ha esteso il tema agli ambiti rigassificazione e GNL.

“Il Position Paper prodotto da Marcogaz relativo al regolamento ha dato testimonianza di un sistema gas unito a livello europeo che si è presentato come filiera davanti alla Commissione.”

Infine, un riferimento alla normazione tecnica, con un testo andato in votazione a fine settembre e disponibile a breve.

L’UNI CEN/TS 17874 sarà il primo documento europeo a presentare quantificazioni delle emissioni, tassello fondamentale e con indicazioni specifiche per affrontare in modo adeguato un tema così delicato.”

Sulla bozza del nuovo regolamento UE relativo alle methane emissions si è soffermato Davide Scrocchi di Snam, che ha rilevato come il 50% delle emissioni di metano derivi dal mondo agricolo mentre il segmento energia partecipi per il 17-18% (con una riduzione dal 1990 a oggi del 72%).

“È impensabile poter arrivare a emissioni zero – ha rilevato Scrocchi – per cui mi auspico possano esser introdotti nel regolamento sia un criterio di efficienza economica costi/benefici che di materialità degli interventi per la misurazione e la riduzione di emisssioni, che oggi mancano del tutto.

Saranno inoltre sempre più necessarie tecnologie di misurazione di tipo top down oggi non ancora mature e poco disponibili sul mercato.”

Di emissioni di metano in atmosfera ha parlato anche Alessandro Morgagni, portando l’esperienza e la visione di Inrete Distribuzione Energia (Gruppo Hera).

L’approccio decisamente pragmatico sul tema si è tradotto in 4 livelli di attività svolti dall’utility, che si possono così riassumere: presidio e contributo all’evoluzione legislativa e normativa; scouting e sperimentazione di nuove tecnologie; ottimizzazione delle attività operative; riduzione delle emissioni post-contatore (in particolare con la dotazione ai clienti di NexMeter il contatore G4 sviluppato dal Gruppo Hera).

Un approccio proattivo che presuppone capacità di autofinanziamento ma soprattutto accesso a funding europei e nazionali (per esempio Horizon Europe e PNRR) il cui esito però non è prevedibile a priori quindi non programmabile.

L’esperienza di un distributore come Italgas ha dato seguito ai lavori, grazie al contributo di Sandro Lacidogna, con un focus sulla tecnologia CRDS (Cavity Ring-Down Spectroscopy, sviluppata dall’americana Picarro) che dal 2020 è stata applicata al 100% della rete.

“I benefici sono quelli di una sensibilità di parti per miliardo, della capacità di rilevare una concentrazione sia di metano che di etano, di un’area d’ispezione che ha un raggio di 100 metri per un’altezza di 3-4 metri, rilevando sia le fughe interrate che quelle aeree.

“La possibilità di quantificare le emissioni fuggitive in modo puntuale esiste – ha dichiarato Lacidogna – intervenendo sulle condotte anche in termini predittivi, passando dalla sostituzione delle tubazioni al 50mo anno di età a una logica più intelligente di rimpiazzo sulla base dello stato reale.”

Il punto di vista del produttore di tecnologie è stato portato a Bologna da Andrea Giorgetti di Automa, che si è soffermato su soluzioni di modulazione della pressione di esercizio attraverso applicazioni dinamiche: digitalizzazione e manutenzione predittiva sono stati sviluppati attraverso progetti pilota che hanno dimostrato come sia possibile arrivare a una riduzione dei costi operativi con un’ottimizzazione della gestione e utilizzi innovativi delle infrastrutture gas (favoriti anche dagli incentivi di Arera).

Interessante quindi il punto di vista di Tommaso Franci, in rappresentanza dell’associazione Amici della Terra, che ha riportato il tema su una visione di più ampio spettro richiamando alla strategia nazionale per le emissioni di metano.

“Al tema è stata riconosciuta, a livello europeo, l’importanza che meritava nell’agenda delle politiche ambientali. I dati al 2020 confermano rispetto al 1990 un trend di riduzione delle emissioni del 72%; l’incognita – ha concluso Franci – rimane sul gas importato; è difficile infatti avere dati relativi alle attività di produzione e trasporto dai paesi da cui ci approvvigioniamo.

Vorrei mettere inoltre l’accento sulla qualità dei dati e sull’integrazione tra statistiche ufficiali.

Lo sforzo testimoniato anche dall’attività del CIG è molto importante e può aiutare senz’altro la collaborazione tra diversi organi nazionali e internazionali.”

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Cagnoli, Direttore Generale del CIG: “Le methane emissions per alcuni sono forse un fatto nuovo; ma l’approccio e l’importanza dato al tema dalla Commissione muovono a qualche riflessione anche chi lo ha finora ritenuto marginale senza coglierne peraltro le complessità.

Credo peraltro che in Italia dovremmo valorizzare la regolazione dell’Autorità sulla ricerca dispersioni, costruita sotto l’egida della sicurezza. Sottolineo ancora una volta la pluralità di idee e di esperienze portate dal CIG anche in questa edizione del Forum; in particolare in ambiti complessi, che necessitano di competenze trasversali, come abbiamo toccato oggi a Bologna.”

 

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È da poco disponibile un report che affronta il tema dell’appropriatezza delle prove di tenuta in aria per componenti destinati all’utilizzo con idrogeno.

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Il 17 novembre si è concluso Il Forum UNI CIG 2022 con la terza giornata di studi che ha avuto come titolo guida: Innovazione e ricerca nel settore multi-gas per una transizione energetica sostenibile.

Il percorso che abbiamo fatto quest’anno nei tre appuntamenti assieme alle Autorità di settore, ai Vigli del Fuoco, a molte aziende, relatori e soprattutto colleghi ha approfondito i temi della sicurezza della l’innovazione e della sostenibilità.

Oggi che siamo giunti al termine del programma possiamo fare qualche valutazione a consuntivo.

Questo ci porta a dire che quanto è emerso nel Forum UNI CIG 2022 è la fotografia di un settore, quello dell’industria del Gas nazionale, che si è pienamente assunto l’impegno di essere protagonista della sfida epocale ai cambiamenti climatici investendo importantissime risorse economiche ed umane nella transizione energetica, vera e propria “quarta rivoluzione industriale”.

L’ultima giornata del Forum UNI CIG 2022 ha concretamente confermato questa valutazione.

Dopo il saluto dell’ing. Eduardo Di Benedetto Presidente CIG, abbiamo avuto l’onore di ospitare sia il presidente di UNI, ing. Giuseppe Rossi, sia di ARERA, dottor Stefano Besseghini.

Entrambi ci hanno restituito la certezza del loro supporto al difficile percorso che il sistema gas ha intrapreso da tempo ma che vede ancora lontano l’ottenimento dell’obbiettivo finale sulla decarbonizzazione definito dal governo italiano.

La strada è ancora molto lunga e guai a pensare di essere in vista del traguardo.

In particolare, crediamo di dover riprendere in questo senso uno dei concetti chiave che Stefano Besseghini ci ha comunicato nel suo intervento: l’uso delle risorse e il raggiungimento gli obbiettivi del PNRR non sono il punto di arrivo ma il punto di partenza per un Italia che per superare la sfida dell’innovazione efficiente deve essere e fare sempre più “sistema”.

Ecco questo in effetti era uno dei nostri principali obbiettivi: aiutare ad attivare percorsi fattivi verso un approccio sistemico alla transizione energetica italiana in particolare nel settore dei gas combustibili.

Ovviamente non possiamo che lasciare ad altri la valutazione se noi si sia riusciti a dare almeno un piccolo contributo in tale senso, ma certamente ci abbiamo provato.

Per i dettagli si rimanda agli atti del convegno che sono a disposizione dei partecipanti e al video integrale dell’evento disponibile sul canale YouTube di CIG https://www.youtube.com/user/ComitatoItalianoGas/videos

Ci abbiamo provato, come detto, in questa come nelle edizioni precedenti e insisteremo su questa linea anche nella prossima edizione, il Forum UNI CIG 2023, che, dai primi di gennaio, ci accingeremo ad organizzare e per il quale chiediamo anche da qui il contributo e il supporto di tutti coloro che hanno a cuore un settore come quello del gas che ha dimostrato anche in questi mesi difficili la propria resilienza e utilità per la società nazionale.

Nel ringraziare nuovamente tutte le Autorità, tutti i relatori, gli sponsor e chi con il proprio supporto ha reso possibile anche quest’anno la nostra tradizionale manifestazione, vi diamo appuntamento all’anno prossimo al Forum UNI CIG 2023 con cui assieme a tutti Voi cercheremo di dare voce e spazio a chi nel settore dell’industria del gas si impegna per un futuro della società sempre più sicuro, innovativo e sostenibile.

Arrivederci !

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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Si è completato il programma della manifestazione che toccherà alcuni dei temi di maggior attualità del mondo del gas. Un percorso maturato nel tempo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di raggiungere risultati di rilievo.

Siamo lieti di comunicare che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha autorizzato il riconoscimento di n. 3 CFP per la partecipazione all’evento del 17 novembre 2022.

Nella terza giornata del 17 novembre 2022 tratteremo il tema: “Innovazione e ricerca nel settore multi-gas per una transizione energetica sostenibile”.

La giornata di studio si incentrerà sugli aspetti rilevanti correlati all’evoluzione tecnica e normativa relativa all’introduzione dei “nuovi” gas (idrogeno e biometano) e dei “nuovi” metodi per gestirne la distribuzione (ad esempio: blend e/o liquefatto).

Questi temi verranno analizzati all’interno sia del quadro europeo sia di quello nazionale in forte evoluzione in un’ottica di sistema energetico integrato resiliente capace di garantire la necessaria sostenibilità tecnica ed economica al processo di transizione che ci porterà agli obbiettivi di decarbonizzazione come definiti dalla strategia europea di lungo termine al 2050 considerando anche quanto reso disponibile dalle risorse dal PNRR.

Saranno quindi presenti di istituzioni, enti di ricerca, associazioni di categoria e imprese che condivideranno con i partecipanti il loro qualificato intervento.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

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Programma del Forum

Forum UNI-CIG pubblica ufficialmente il programma aggiornato dell’evento, di elevato contenuto informativo e formativo, che si terrà il prossimo 17 novembre 2022.

Sta infatti prendendo una forma sempre più completa il programma della manifestazione che toccherà alcuni dei temi di maggior attualità del mondo del gas. Un percorso maturato nel tempo cui stiamo lavorando con l’obiettivo di raggiungere risultati di rilievo.

Nella terza giornata del 17 novembre 2022 tratteremo il tema: “Innovazione e ricerca nel settore multi-gas per una transizione energetica sostenibile”.

La giornata di studio si incentrerà sugli aspetti rilevanti correlati all’evoluzione tecnica e normativa relativa all’introduzione dei “nuovi” gas (idrogeno e biometano) e dei “nuovi” metodi per gestirne la distribuzione (ad esempio: blend e/o liquefatto).

Questi temi verranno analizzati all’interno sia del quadro europeo sia di quello nazionale in forte evoluzione in un’ottica di sistema energetico integrato resiliente capace di garantire la necessaria sostenibilità tecnica ed economica al processo di transizione che ci porterà agli obbiettivi di decarbonizzazione come definiti dalla strategia europea di lungo termine al 2050 considerando anche quanto reso disponibile dalle risorse dal PNRR.

Saranno quindi presenti di istituzioni, enti di ricerca, associazioni di categoria e imprese che condivideranno con i partecipanti il loro qualificato intervento.

Il risultato del lungo lavoro di relazioni e di valutazioni tecniche si può evincere dalla qualità del programma proposto (a cui si rimanda al sito www.forumcig.it), il quale ci si auspica, catturerà l’attenzione degli operatori del settore e di quelli istituzionali.

Un vivo ringraziamento per la disponibilità e l’impegno va ai relatori e ai moderatori delle varie sessioni, oltre a quanti hanno sinora contribuito alla costruzione di questa iniziativa grazie a un vero gioco di squadra.

Aggiornamenti sugli sviluppi del programma saranno forniti nelle prossime newsletter.

A chi interessa

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Programma del Forum

A Bologna lo scorso 22 settembre l’appuntamento di riferimento del settore. Un breve resoconto della mattinata

Adesione straordinaria e di nuovo in presenza per la 12ma edizione del Forum UNI-CIG, tornato quest’anno a Bologna. Oltre 200 tra relatori e delegati hanno riaffermato il ruolo centrale del Comitato posizionando ancora una volta il Forum come momento privilegiato di confronto del settore multigas italiano.

Ha aperto i lavori il Presidente del CIG, ing. Eduardo Di Benedetto, che ricordando il titolo dell’evento - “Il contributo del sistema gas nazionale per la transizione energetica” - ha da subito posto l’accento sul momento che stiamo vivendo, che richiede una grande capacità di risposta in termini di ricerca e investimenti, mantenendo l’attenzione sul tema sicurezza assolutamente centrale per l’attività del Comitato.

Stefano Cagnoli, Direttore Generale del CIG, ha quindi sottolineato la necessità di operare in rete per far si che il sistema gas continui nel suo processo evolutivo, che lo sta velocemente portando su nuove frontiere, come quelle dell’idrogeno e comunque di una rinnovata centralità del sistema gas, sia naturale che rinnovabile.

Moderato da Alessandro Soresina, presidente CTC CIG, il Forum ha visto il contributo tecnico di importanti testimonial, a partire da Eleonora Bettenzoli, Direzione Mercati Retail e Tutela dei Consumatori di Energia Arera con le novità regolatorie in tema di misura. Un aggiornamento fondamentale che ha toccato in particolare l’ultima delibera sullo Smart Meter Gas adottata da Arera ormai tre mesi fa.

Ricordando che l’80% dei misuratori domestici installati sono Smart e il circa il 20% tradizionali, la ricca esposizione si è soffermata su alcuni punti di grande interesse, tra cui il fatto che le letture del contatore devono essere oggi effettive, mensili e trasmesse alla fine del mese; un punto individuato come elemento cardine, a maggior ragione dopo che lo scorso 20 settembre è uscita una nuova delibera gas a fronte delle tensioni sul mercato.

L’intensa attività del CIG in tema di Smart Meter è stata illustrata nell’intervento di Sergio Ghia, Presidente Commissione Tecnica Misura Distribuzione. Un’attività svolta in un anno attraverso l’organizzazione di circa 90 riunioni, la maggior parte delle quali dedicate a tematiche quali intercambiabilità dei dispositivi, protocolli e verifiche periodiche di contatori.

Temi di frontiera insieme ad altri più consolidati che aprono prospettive a un’intera filiera industriale, peraltro ben rappresentata a Bologna; di frontiera dicevamo, come quella che si apre con il convogliamento e l’utilizzo delle miscele di idrogeno e gas naturale, sui cui il CIG è anche in questo caso riferimento per istituzioni e industria.

Ne ha parlato Alessandro Cigni di Snam con un interessante approfondimento su misura di miscela idrogeno/gas naturale e una serie di importanti conclusioni frutto delle prove effettuate; tra queste ne ricordiamo due in particolare: i contatori a turbina hanno uno shift minore rispetto a quelli ultrasonici; i contatori fiscali si comportano meglio rispetto a quelli da processo.

Massimo Mastromatteo di Pietro Fiorentini e Gianluca Valenti del Politecnico di Milano si sono quindi cimentati sui contatori fino al 100% di idrogeno illustrando il processo Stage&Gate.

Hanno evidenziato che i primi prodotti esistono, così come una serie di laboratori qualificati per i relativi test; con aspetti importanti, sempre più da considerare per l’impiego futuro, quali i field test. In questo torna utile il progetto realizzato nel Regno Unito nell’estate 2021 delle Hydrogen Home, sviluppato da distributori locali con il supporto del governo inglese.

Luoghi dimostrativi in cui sono stati sperimentati contatori, caldaie, bruciatori a idrogeno in ambiente domestico. Il mix di informazioni che verrà raccolto nei prossimi tre anni darà indicazioni utili anche per le norme dei prodotti che verranno immessi sul mercato.

È quindi tornato sul tema Smart Meter, con un progetto orientato a mettere in condivisione quelli di gas e acqua, Enrico Parodi di Watertech. Ricordando nelle battute finali le enormi perdite del settore idrico, oggi affrontate senza interoperabilità e visione di sistema, che dovrebbe coinvolgere tutti gli stakeholder e diventare patrimonio comune per una soluzione più rapida possibile delle gravi e ormai note inefficienze.

Le tecnologie si muovono velocemente ma serve interazione attiva tra gli attori della filiera ancor prima che vengano emanate norme e direttive.

Marco Pellegrini di ABB ha quindi arricchito la discussione toccando il tema della misura fiscale di una miscela di gas naturale con idrogeno (blending); un intervento che va nella direzione di un nuovo posizionamento e valorizzazione delle reti gas su cui richiamiamo qui un punto: anche se l’attuale decreto consente di immettere in rete fino al 2% di idrogeno la catena flow computer e gascromatografo sono in grado di acquisire la misura di idrogeno fino al 10%, quindi già pronti per la misura del blending.

A seguire, la parola è andata a Emilio Consonni e Pietro Cerami di Acism. Cosa cambia per la misura con l’evoluzione delle reti? È la domanda a cui hanno dato esaurienti risposte riflettendo sui nuovi approcci relativi al concetto di misura e sui big data che sempre più governeranno i processi. Toccando peraltro eventuali elementi di conflittualità tra l’approccio del Clean Energy Package, e quello della Direttiva strumenti di misura (MID).

Giovanni D’Alberton, rappresentante dello Smart Metering Group di Anie, ha concluso i lavori della mattina affrontando il tema di un nuovo approccio allo Smart Meter. Cosa significa? Andare oltre il “volume” e verso l’”energia” attraverso numerosi dati che potranno esser disponibili al punto di riconsegna.

Per arrivare a questo obiettivo i prossimi passi dovranno essere quelli di una verifica tecnica con test puntuali sulle soluzioni disponibili da qui ai prossimi tre anni, per controllarne l’effettiva efficacia, la sostenibilità economica e la resistenza nel tempo; con una conseguente revisione della normativa e del sistema regolatorio.

Numerosi dunque gli spunti di riflessione, che potranno esser approfonditi grazie agli atti messi a disposizione dal Comitato Italiano Gas.

Durante la mattinata è stato ricordato con commozione dal Presidente Di Benedetto l’Ing. Alessandro Cornati, per anni importante collaboratore del CIG e recentemente scomparso. Non solo tra i colleghi di maggior valore con cui abbiamo potuto lavorare ma una persona capace di trasmettere, con empatia e umanità, valori alti nel quotidiano.

 

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